
SIATE ciò che SIETE
ORIENTAMENTO TEORICO PROFESSIONALE
L’orientamento teorico che seguo ed utilizzo nella conduzione della cura fanno capo ad una branca della psicoanalisi che è quella che si riferisce al famoso filosofo, medico psichiatra, psicoanalista francese Jacques LacaN. Jacques Lacan riprende le teorizzazioni del padre della psicoanalisi Sigmund Freud e le riadatta alla società consumistica contemporanea.
La teoria infatti incontra tramite il sintomo l’evoluzione delle società in cui viviamo.
I “nuovi sintomi” anoressia, bulimia, depressioni, attacchi di panico, dipendenze patologiche, difficoltà relazionali, angoscia non altrimenti specificata, hanno avuto una diffusione epidemica, denunciando massicciamente la dimensione storico-politica della sofferenza soggettiva, ovvero lo stretto legame che intercorre tra la sofferenza individuale come prodotto di un conflitto inconscio, e la logica collettiva del tempo in cui si produce.
L’inconscio è il prodotto del discorso dell’Altro.
Nella contemporaneità, nell’epoca di quello che Lacan ha definito il discorso del capitalista, ci troviamo di fronte ad un Altro “che tende a sopprimere la realtà dell’inconscio perché tende all’uniformità e al consumo dell’oggetto senza desiderio, perché promuove pratiche pulsionali distruttive, in opposizione allo scambio simbolico con l’Altro”.
I sintomi contemporanei dunque sono la manifestazione del disagio che la logica capitalistica promuove e mette in atto; il soggetto dell’inconscio, essenza della particolarità soggettiva, si eclissa dietro insegne identificatorie adesive e pietrificate, richiudendosi nel godimento autistico e illusorio dell’oggetto, come prodotto di consumo, sempre a portata di mano.
La psicoanalisi applicata promuove un discorso altro, quello analitico appunto, che rilanci la dimensione generativa del desiderio soggettivo e la sua singolarità irriducibile, in controtendenza all’assimilazione conformistica che la logica del mercato induce.
Applicare la psicanalisi significa dunque farsi partner del soggetto nelle nuove forme del disagio. Più generalmente possiamo affermare che psicoanalisi, in quanto esperienza soggettiva, è
la messa in moto della catena significante inconscia per cercare di individuare, tramite la parola, ciò che fa soffrire il soggetto e che si presenta sotto forma di sintomo.
